La Regata Storica a Venezia

Ogni anno, la prima domenica di settembre, il Canal Grande diventa la cornice di una uno dei momenti più spettacolari, pittoreschi e coinvolgenti della vita veneziana. Anche quest’anno, il 6 settembre si rinnova l’appuntamento con la Regata Storica: storia, tradizione e competizione.
La sontuosa manifestazione organizzata fin dai tempi della Serenissima, per celebrare le vittorie militari o per rendere omaggio ai dignitari stranieri. fu definita “Storica” in occasione della III Biennale Internazionale d’Arte del 1899, e si compone oggi di due momenti distinti: il corteo storico e le regate.
La Curiosità
A fianco dei trofei simbolici, fino al 2002, al quarto classificato veniva assegnato anche un premio in natura: un maialino vivo, che veniva fatto sfilare su una gondola apposita nel corteo storico.
Il suo passaggio tra le barche degli spettatori costituiva un indicatore del consenso dei veneziani verso il governo della città: in caso di malcontento popolare il maiale veniva acclamato con fischi e urla di “ecco il sindaco, viva il sindaco“.
Accogliendo le proteste degli animalisti, tale usanza è stata abolita sostituendo il maialino vero con uno realizzato in vetro di murano.

Per assistere
La Regata Storica è un avvenimento che vede turisti e veneziani insieme lungo il Canal Grande, per assistere al colorato ed elegante Corteo Storico e sostenere i propri beniamini durante le regate. Per raggiungere facilmente i punti cruciali del percorso, godendo della vista migliore sul “Canalasso” , suggeriamo alcuni eleganti Hotel nel cuore del centro storico di Venezia: Hotel All’Angelo, Hotel Al Ponte dei Sospiri e Hotel Donà Palace.
La loro posizione, in Piazza San Marco, consente ai visitatori facili spostamenti a piedi, ideali per raggiungere i punti cruciali del percorso della Regata Storica e per visitare i luoghi più caratteristici di Venezia.

A Roma seguendo “La Ruta de la Paz”

Fonte:www.comunicati.net

Un sentiero di pace e unione tra il nord e il sud del mondo attraverso una successione di forme archetipiche riconducibili al principio cosmico della sfera. È La Ruta de la Paz, un progetto ideato dallo scultore costaricano Jorge Jiménez Deredia.

Nove grandi complessi scultorei in altrettanti Paesi del continente americano lungo un percorso segnato da un ideale filo rosso, simbolo della continuità di popoli e leggende, che si snoda dal Canada alla Terra del Fuoco, passando per gli Stati Uniti, il Messico, lo Yucatan, il Costa Rica, la Colombia, il Perù ed il Cile.
Il progetto trae origine dalle sfere precolombiane in pietra, costruite dagli antichi indiani Boruca nel Costa Rica circa 2000 anni fa. Deredia ha analizzato e reinterpretato questo simbolo predominante in molte antiche culture precolombiane, creando una connessione tra gli elementi sferici di ognuno dei nove complessi scultorei e le principali costellazioni dei Paesi interessati, anche attraverso l’allineamento delle sfere con le stelle.

Dopo aver percorso l’intero continente americano, La Ruta de la Paz ha ampliato le sue ambizioni, facendosi portavoce di pace anche in Europa, a Roma. Fino al 13 settembre, infatti, a Palazzo delle Esposizioni potranno essere ammirati i progetti architettonici, le sculture in formato ridotto e alcune opere monumentali in bronzo appartenenti al gruppo delle Genesi, che costituiscono il fulcro delle nove installazioni de La Ruta de la Paz nel continente americano.

Ancora per poche settimane, La Ruta de Paz di Deredia sarà particolarmente accessibile: basta recarsi a Roma. Per chi si sposta da tutta Italia, segnaliamo l’Hotel Giolli, in via Nazionale, di fronte al Palazzo delle Esposizioni.
Oltre alla qualità e all’efficienza dei servizi, l’Hotel Giolli offre, grazie alla sua posizione strategica nel centro di Roma, la possibilità di raggiungere a piedi gli altri luoghi in cui sono momentaneamente collocate le opere dell’artista costaricano: i Fori Imperiali, lungo la Via Sacra, dove si trovano ben 17 gruppi scultorei monumentali, e l’area antistante il Colosseo.

Contatti
Palazzo delle Esposizioni
Indirizzo: Via Nazionale, 194
Telefono: info e prenotazioni 0039 06 39967500 – 06 39967200 (scuole)
Email: info.pde@palaexpo.it

Orari
Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 – 20.00
Venerdì, sabato: 10.00 – 22.30
Domenica: 10.00 – 20.00
Lunedì: chiuso

Costi
Intero euro 12,50
Ridotto euro 10,00
(il biglietto consente di visitare tutte le mostre in corso)

Per maggiori informazioni visita www.palazzoesposizioni.it

Gli Alleati sbarcano a Roma

Photo: Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

Photo: Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

Fonte www.article-marketing.eu

Nel giugno del 1944 più di 850.000 soldati alleati sbarcarono sulle spiagge della Normandia per avanzare verso i confini del Terzo Reich e liberare l’Europa nord-occidentale dall’occupazione nazista. Tra loro anche gli inviati di guerra Elisabeth “LeeMiller, affermata fotografa formatasi nella Parigi dei Surrealisti, e Michelantonio “TonyVaccaro, giovane soldato della us Army nei panni di soldato-reporter. Due fotografi di diversa formazione con l’obiettivo comune di fornire una testimonianza della drammaticità della guerra. Due punti di vista differenti insieme, fino al 30 agosto, nella mostra “Scatti di guerra. Lee Miller e Tony Vaccaro dallo sbarco in Normandia a Berlino”. Allestita nelle sale del primo piano delle Scuderie del Quirinale, la mostra è curata da Marco Delogu e Umberto Gentiloni, con la collaborazione di Reinhard Schultz.

Il valore documentario dell’esposizione è arricchito dalla presenza, nella prima sala, delle fotografie aeree realizzate dai reparti di reconnaissance dell’aviazione alleata, provenienti dai National Archives and Records Adminitrations (nara) statunitensi e dai National Archives britannici.
Nelle sale successive, in parallelo e in sequenza cronologica, una selezione delle fotografie di Lee Miller e di Tony Vaccaro.

Assistere alla mostra, significa ripercorrere un periodo cruciale della storia contemporanea, lungo le diverse direzioni tracciate dai due fotografi: quella surrealista di Lee Miller caratterizzata da una particolare attenzione per la “gente comune” (soldati, infermiere, civili, vittime e feriti); quella realista di Tony Vaccaro, incentrata sul contatto quotidiano e ravvicinato con la morte, le violenze sulla popolazione; la devastazione del paesaggio e la convivenza civile.
Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di storia, di fotografia e di cinema: una sezione della mostra è infatti dedicata al “Fronte del Cinema” con proiezioni alla Terrazza delle Scuderie del Quirinale.

Orari mostra:
Tutti i giorni: dalle 17 alle 24.
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.

Ulteriori informazioni sulla pagina web delle Scuderie del Quirinale

PROSSIME PROIEZIONI

14 agosto
PASSEGGIATA AL SOLE – SALERNO ORA X (A Walk in the Sun) di Lewis Milestone. Con Dana Andrews, John Ireland, Richard Conte. USA 1945 – v. o. sott. it. (117′)

15 agosto, 29 agosto
GERMANIA ANNO ZERO di Roberto Rossellini. Con Franz Kruger, Edmund Moeschke, Barbara Hintze. Italia 1948 – v. o. (75′)

16 agosto, 30 agosto
LA CADUTA – GLI ULTIMI GIORNI DI HITLER (Der Untergang) di Oliver Hirschbiegel. Con Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Corinna Harfouch. Germania 2004 – v. o. sott. it. (150′)

17 agosto
IL GIORNO PIÙ LUNGO (The Longest Day) di Andrew Marton, Ken Annakin, Bernhard Wicki. Con Robert Mitchum, Rod Steiger, Henry Fonda, Sean Connery, John Wayne. USA 1962 – v. o. sott. it. (180′)

18 agosto
BASTOGNE (Battleground) di William A. Wellman. Con James Whitmore, John Hodiak, Van Johnson. USA 1949 – v. o. sott. it. (118′)

19 agosto
IL GRANDE UNO ROSSO (The Big Red One) di Samuel Fuller. Con Lee Marvin, Robert Carradine, Mark Hamill. USA 1980 – v. o. sott. it. (113′)

20 agosto
SCATTI DI GUERRA – IL FOTOGRAFO TONY VACCARO (Shots of war – Tony Vaccaro photographer) di Jürgen Ast e Reinhard Schultz. Germania 2001 – v. o. sott. it. (documentario, 43′)

21 agosto
QUELLA SPORCA DOZZINA (The Dirty Dozen) di Robert Aldrich. Con Lee Marvin, Charles Bronson, John Cassavetes. USA 1967 – v. o. sott. it. (149′)

22 agosto
LA GRANDE FUGA (The Great Escape) di John Sturges. Con Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn. USA 1963 – v. o. sott. it. (168′)

23 agosto
PARIGI BRUCIA? (Paris brûle-t-il?) di René Clément. Con Jean-Paul Belmondo, Charles Boyer, Alain Delon. Francia 1967 – v. o. sott. it. (173′)

24 agosto
IL PONTE DI REMAGEN (The Bridge at Remagen) di John Guillermin. Con Robert Vaughn, George Segal, Ben Gazzara. USA 1969 – v. o. sott. it. (115′)

25 agosto
LA BATTAGLIA DEI GIGANTI (Battle of the Bulge) di Ken Annakin. Con Henry Fonda, Robert Shaw, Charles Bronson. USA 1965 – v. o. sott. it. (163′)

26 agosto
L’INFERNO È PER GLI EROI (Hell is for Heroes) di Don Siegel. Con Steve McQueen, James Coburn, Bobby Darin. USA 1962 – v. o. sott. it. (90′)

27 agosto
CIELO DI FUOCO (Twelve O’Clock High) di Henry King. Con Gregory Peck, Dean Jagger, Hugh Marlowe. USA 1949 – v. o. sott. it. (132′)

28 agosto
STALAG 17 – L’INFERNO DEI VIVI (Stalag 17) di Billy Wilder. Con William Holden, Robert Strauss, Don Taylor, Otto Preminger. USA 1953 – v. o. sott. it. (120′)

Appuntamento al cinema con Annibale

Al Teatro dell´Accademia di Tuoro sul Trasimeno un cartellone estivo all´insegna della cultura e dello spettacolo
Dopo il successo all´anteprima di domenica 21 giugno, il documentario “Annibale al Trasimeno” è diventato un punto forte dell’estate di Tuoro, grazie alle proiezioni settimanali, al Teatro dell´Accademia di Tuoro.
Le proiezioni iniziate il 6 luglio e proseguiranno per tutto il mese di agosto, ogni lunedì.
Il documentario voluto dal Comune di Tuoro rientra nel più ampio progetto di valorizzazione dei luoghi della Battaglia che vede il comune del lago come capofila a livello nazionale del Percorso di Annibale.
Presentato a Rimini in occasione del Festival del Mondo Antico, il documentario è stato proiettato a Tuoro lo scorso 21 giugno, proprio in occasione della ricorrenza dell’imboscata che, nello stesso giorno del 217 a.C., le truppe del condottiero cartaginese realizzarono sulle sponde del Lago Trasimeno ai danni dell´esercito romano guidato dal Console Flaminio.
Alla prima, oltre agli autori, erano presenti il dottor Ermanno Gambini dell´Università di Perugia, ispiratore del documentario e coordinatore del progetto Annibale, il prof. Giovanni Brizzi dell´Università di Bologna, responsabile scientifico, e Antonio Barone, Presidente della Rotta dei Fenici, l´itinerario turistico-culturale contenitore del progetto del percorso annibalico.
Il costo del biglietto per assistere allo spettacolo è di 3 euro. Per ragazzi sotto i 14 anni e gli anziani sopra i 65 anni il prezzo previsto è 1 euro.

A Tuoro arriva “Flaminio, ovvero l’ospite inquieto”

Locandina dello spettacolo

Locandina dello spettacolo

Flaminio, ovvero l’Ospite inquieto” ha debuttato lo scorso 23 luglio nel giardino della storica residenza di Palazzo del Capra, a Tuoro sul Trasimeno.
Scritta dal giovane drammaturgo milanese Tommaso Urselli e diretta dal regista Roberto Biselli, la rappresentazione si avvale di attori professionisti a cui si affianca un gruppo di attori torreggiani.
La vicenda è ambientata nel 1930, proprio all’interno dello storico Palazzo del Capra, dimora del professore Moretti-Costanzi, il più illustre cittadino di Tuoro del Novecento e tra i primi a interessarsi agli scavi sui luoghi della Battaglia del Trasimeno, avvenuta nei pressi del Palazzo.
Essi ci sono benché è impossibile che ci siano“. Con queste parole, riferite a strane presenze che appaiono a volte nella sua dimora, il personaggio del Professore, liberamente ispirato alla figura del conte Moretti-Costanzi ci invita a seguirlo intorno a Palazzo del Capra.
Da questo momento in poi il Palazzo diviene un Teatro molto particolare: in ogni sua ala gli spettatori sono chiamati ad assistere a vicende e a ricostruzioni di avvenimenti storici accaduti al suo interno o nelle sue vicinanze. Attori di questo singolare spettacolo sono lo stesso Professore, e gli spettri di ospiti illustri: alcuni, forse meno conosciuti, sono avi del padrone di casa; altri sono personaggi storici noti a tutti, del calibro del generale cartaginese Annibale Barca e del console romano Caio Flaminio.
Lo spettacolo è costruito per “strati”, come del resto sembra essere strutturata la stessa architettura del Palazzo. Ogni “strato” appartiene a un differente periodo: si va dalla prima metà del secolo scorso, in cui vive il Professore, al diciassettesimo secolo, in cui la sua antenata Veronica abitò nel Palazzo, e ancora indietro al 217 a. C., epoca in cui avvenne la battaglia del Trasimeno tra le truppe di Annibale e quelle di Flaminio.
I comandanti dei due eserciti sono i protagonisti principali dell’epilogo. In particolare Flaminio, insieme alla consorte, con il contributo determinante della testimonianza del generale cartaginese, uscirà finalmente dal suo lungo riserbo e chiarirà la sua posizione.

Messo in scena dalla Compagnia perugina del Teatro di Sacco lo spettacolo è tradotto in inglese per favorirne la fruizione ai visitatori stranieri.

Inoltre, presentando il biglietto dello spettacolo “Flaminio, ovvero l’Ospite Inquieto” alla biglietteria del Teatro dell’Accademia sarà possibile assistere gratuitamente alla proiezione del Documentario 3D “Annibale al Trasimeno” .

Prossime date:
2 – 5 – 9 – 11 – 13 – 16- 18 Agosto

Per informazioni e prenotazioni:
Pro-Loco Tuoro sul Trasimeno
Tel. e Fax 075 825220
info@prolocotuorosultrasimeno.it
teatroaccademia@gmail.com

La bocca della verità tra arte e leggenda

bocca della verità, Roma

bocca della verità, Roma

Fonte: http://www.articolista.com

Cosa c’entra Gioacchino Belli con Audrey Hepburn? Sembra strano ma il massimo esponente della poesia romanesca e la bellissima attrice sono legati da un oggetto noto a tutti i turisti di Roma: la “Bocca della verità”, un grande disco di marmo rappresentante una divinità fluviale conosciuto per la leggenda secondo cui i bugiardi che vi introducono la mano resterebbero mutilati.

“Pe ttutta Roma cuant’è llarga e stretta/ nun poterai trovà ccosa ppiú rrara./ È una faccia de pietra che tt’impara/ chi ha ddetta la bbuscía, chi nnu l’ha ddetta./ S’io mo a sta faccia, c’ha la bbocca uperta,/ je sce metto una mano, e nu la strigne,/ la verità dda mé ttiella pe ccerta./ Ma ssi fficca la mano uno in buscía,/ èssi sicuro che a ttirà nné a spigne/ cuella mano che llí nnun viè ppiú vvia”.

Così recitava il Belli, ma forse la “faccia de pietra” rappresentante un volto maschile barbato, non sarebbe diventata un’attrazione turistica internazionale se non fosse arrivata, in suo aiuto, l’arte cinematografica. Chi non ricorda, infatti, la celebre sequenza del film “Vacanze Romane” in cui Gregory Peck, di fronte a una sprovveduta Audrey Hepburn, finge di aver perso la mano all’interno della famosa Bocca della verità?

Eppure la fama di questa scultura, collocata nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin ha radici assai lontane.

Di questo grande disco di marmo – 1,75 m di diametro e circa 1300 Kg di peso – e del suo potere di pronunciare oracoli, si accenna presumibilmente già nel nell’XI secolo nei Mirabilia Urbis Romae, una guida medievale per pellegrini dove, alla bocca viene assegnato il potere di formulare oracoli.

Il nome “Bocca della verità” compare nel 1485 e da allora la scultura rimase costantemente menzionata tra le curiosità romane, venendo frequentemente riprodotta in disegni e stampe.

Nel Medioevo si fece strada la leggenda secondo la quale fu Virgilio a farla costruire per dare la possibilità ai mariti e alle mogli di verificare la fedeltà del proprio coniuge.

Quest’ultima versione della leggenda si collega agli racconti popolari che riferiscono della vicenda di una giovane e bellissima donna, moglie di un patrizio romano, condotta alla Bocca della Verità dal marito, giustamente convinto dell’adulterio compiuto dalla consorte in sua assenza.

Secondo il racconto, la donna incriminata chiese all’amante di presentarsi anche lui nel giorno in cui sarebbe stata sottoposta alla prova: davanti a tutti, l’uomo avrebbe dovuto baciarla fingendosi pazzo. L’amante eseguì perfettamente quanto da lei richiesto. Così la donna, dopo l’incursione pubblica del “folle”, al momento di infilare la sua mano nella Bocca, potè giurare tranquillamente di essere stata baciata, in tutta la sua vita, solo dal marito e da quell’uomo pazzo che tutti avevano appena visto. Avendo detto la verità, la donna riuscì con astuzia a ritirare la sua mano, nonostante fosse colpevole di adulterio. Si narra che, da allora, la Bocca della Verità, screditata, non svolse più la sua funzione di giudice dell’infedeltà.

Proprio per tutta questa scia lasciata dalle innumerevoli leggende pronunciate e formulate su quello che, in realtà, è un antico tombino raffigurante una testa di fauno e risalente all’età classica, che la Bocca della Verità continua ad essere menzionata tra le curiosità romane ed a mantenere intatto il suo fascino tra i turisti.

Per quanti vogliano provare l’ebbrezza del rischio o vogliano semplicemente rivivere la romantica scena di “Vacanze Romane” , non resta che provare a testare la veridicità della leggenda, senza però tralasciare le altre mirabilia di Roma, come il Colosseo, la Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza di Spagna e Fontana di Trevi, alloggiando magari in uno degli accoglienti hotel del centro storico di Roma, come l’elegante Hotel Art Decò, il raffinato Hotel Camelia o l’accogliente Hotel Astoria Garden.

E se l’idea per l’estate fosse Roma?

L’inizio dell’estate e la voglia di mare influenzano l’orientamento degli italiani nella scelta della propria destinazione di viaggio. Se è vero che, nel 2009, i vacanzieri affolleranno le località balneari della Toscana (9,3%), dell’Emilia Romagna (9%) e della Sicilia (8,2%) oltre a quelle liguri (6,8%) e campane (5,8%), è Roma la località che verrà maggiormente visitata. A dirlo è il 5° Bollettino mensile dell’Indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani, a cura dell’Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, pubblicato a fine giugno.

La bellezza della città eterna vince, quindi, sul richiamo del mare e delle località balneari più alla moda. Il merito di questo primato è sicuramente dovuto allo spettacolo unico che Roma offre ai visitatori, grazie alle sue innumerevoli meraviglie artistiche e architettoniche che convivono con la modernità di una grande metropoli.
Forse però, una parte di questi risultati ottenuti nel settore turistico, soprattutto in tempo di crisi economica, è da ricondurre alle ottime strutture ricettive che i turisti, italiani e non, sanno di poter trovare nel cuore della città.
Un esempio? L’Hotel Italia, nel centro storico di Roma, un accogliente albergo a due stelle situato in via Venezia, nelle immediate vicinanze del Quirinale e a poca distanza da Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e dalla Stazione Termini.
Con le sue camere, tutte recentemente ristrutturate e arredate con cura, l’Hotel Italia è in grado di offrirvi un soggiorno all’insegna del confort e del relax. Ma non è tutto: l’albergo offre ai suoi clienti una serie di servizi decisamente inaspettati per la sua categoria: tutte le camere sono dotate di bagno privato, TV via satellite, telefono, riscaldamento, aria condizionata e Internet WiFi.
Con il suo ottimo rapporto qualità prezzo confermato dalle numerose recensioni scritte dai clienti su TripAdvisor, l’Hotel Italia si pone davvero come il luogo ideale per accogliere anche i turisti più attenti alla qualità del servizio.
Confort, relax e ottimi prezzi nel cuore di Roma. Cosa fate quest’estate, andate ancora al mare?